Approccio

Il nome “Harmòs” nasce dal greco antico “Ἁρμός” e significa “giuntura, connessione”. E’ la stessa radice da cui deriva la parola “armonia” e rimanda ad un aspetto fondamentale del mio lavoro: far dialogare, ricomporre, connettere aspetti dell’esperienza – pensieri, emozioni, sensazioni – altrimenti frammentati, interrotti.

Stare bene non significa eliminare le difficoltà ma tenere insieme in modo nuovo diverse parti di sè.

A tidy therapist's desk in a quiet psychotherapy studio, with no people present, featuring a matte white surface, a neatly stacked set of kraft notebooks, and a high-quality black fountain pen resting diagonally across the top notebook. To one side, a small potted ficus with rich green leaves introduces a touch of nature, while a sand-colored tissue box sits unobtrusively in the background. Soft diffused daylight enters from an unseen window, creating gentle, elongated shadows and a peaceful ambience. Photographic realism with a slightly elevated angle and moderate depth of field, conveying professionalism, organization, and emotional safety, ideal for a mental health website focused on psychotherapy in Naples.

Nel mio lavoro costruisco percorsi fondati su ascolto, empatia e rispetto.

Nella psicoanalisi relazionale la relazione terapeutica è considerata strumento della cura: costruire una relazione salda e accogliente che possa permettere di esprimere le proprie difficoltà e promuovere il cambiamento autentico rappresenta per me un obiettivo fondamentale.

Considero la sofferenza psicologica come un segnale da ascoltare ed accogliere e mi pongo l’obiettivo di costruire una relazione sicura in cui esplorare insieme emozioni, relazioni e risorse personali con l’obiettivo di ritrovare significato, equilibrio e maggiore libertà nelle scelte di vita.

Nella prospettiva della psicoanalisi relazionale e della psicologia del sé, la relazione rappresenta il cuore della cura e del cambiamento: considero, infatti, molto importante ciò che la persona porta in seduta, l’ascolto e il riconoscimento dei suoi bisogni emotivi, ma anche ciò che accade tra noi nello spazio condiviso della seduta.

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